Sfide, opportunità e tendenze nel mercato dell’arte

Sfide, opportunità e tendenze nel mercato dell’arte.

Negli ultimi decenni, il mercato dell’arte contemporanea ha subìto trasformazioni molto importanti, diventando un fenomeno di grande coinvolgimento non solo per gli appassionati d’arte, ma anche per investitori, collezionisti e studiosi. Anche i numeri che caratterizzano gli ingressi ai Musei italiani stanno dimostrando l’incredibile aumento di interesse e di pubblico.  Come professionista che lavora nel mondo dell’arte, ritengo essenziale riflettere sulle dinamiche che caratterizzano questo settore, esplorando le tendenze, le sfide e le opportunità che definiscono l’attuale panorama artistico.

Uno degli sviluppi più significativi è la globalizzazione del mercato dell’arte, evidenziata dalle numerose fiere che sono organizzate in tutto il mondo. Eventi internazionali come Art Basel, la Biennale di Venezia e Frieze London non solo espongono opere di artisti di fama mondiale, ma attraggono anche acquirenti e collezionisti di ogni genere. Un’interconnessione questa che ha ampliato le possibilità di scambio culturale e commerciale, permettendo agli artisti di raggiungere un pubblico sempre più vasto e diversificato.

Le case d’asta e le gallerie d’arte

Case d’aste storiche come Sotheby’s e Christie’s giocano un ruolo cruciale nel mercato dell’arte contemporanea dettando tempi e mode del momento. Oltre a vendere opere a prezzi record, sono veri e propri barometri di grande valore artistico e finanziario. Le vendite milionarie delle opere  di artisti come Jeff Koons, Damien Hirst e Yayoi Kusama evidenziano l’enorme interesse economico e simbolico verso l’arte contemporanea. In Italia, oltre ai nomi legati alle avanguardie come Carla Accardi, Michelangelo Pistoletto, Rudolf Stingel, Maurizio Cattelan, Paola Pivi, Francesco Vezzoli, Lara Favaretto e Alighiero Boetti e molti altri, il mercato ha visto una particolare attenzione ai capolavori di Antonio Pedretti, Giorgio Celiberti e Paolo Salvati.

Le gallerie d’arte e i curatori hanno un’influenza consistente nello scouting e nella promozione di nuovi talenti ed anche nell’indirizzare le tendenze artistiche del momento. Gallerie prestigiose come la celebre Gagosian rappresentano artisti di fama internazionale e possono influenzare le preferenze del mercato anche in base a mode temporanee. Al tempo stesso però devo riconoscere che curatori e critici d’arte svolgono un ruolo chiave nella legittimazione delle opere attraverso mostre tematiche e retrospettive, offrendo contesti critici e storici che aggiungono valore e comprensione alle opere d’arte. Gli archivi degli artisti sono particolarmente importanti, poiché chi se ne occupa lavora con costante ricerca e professionalità, contribuendo a far crescere il valore delle opere nel tempo e a mantenere viva la loro memoria.

La tecnologia digitale ha rivoluzionato il mercato dell’arte, offrendo nuove modalità di fruizione e vendita. Le piattaforme online permettono agli artisti di vendere direttamente ai collezionisti, eliminando intermediari e ampliando il mercato. Tuttavia, questo fenomeno ha anche portato a sfide significative. Spesso, l’artista che cerca di gestire sia il ruolo creativo che quello critico, curatoriale e commerciale, rischia di rimanere ancorato a un mercato fine a sé stesso. Ritengo che un’alleanza tra professionisti seri, onesti e preparati sia l’unica soluzione ottimale per tenere vivo il circuito del mercato dell’arte contemporanea.

Nonostante le numerose opportunità, il mercato dell’arte contemporanea affronta molte sfide. La volatilità delle quotazioni, la speculazione ma soprattutto la necessità di autenticità e trasparenza sono questioni che richiedono molta attenzione. La crisi economica ha colpito duramente molte nazioni, influenzando anche il mercato medio dell’arte e costringendo molte gallerie a riorganizzarsi. Oggi, molte gallerie chiedono agli artisti di pagare l’affitto degli spazi espositivi, una pratica insolita negli anni ’80 e ’90. Tutto si modifica costantemente in base alle necessità e alle regole di mercato, coinvolgendo galleristi, artisti, case d’asta e musei.

Opera di Paolo Salvati – La pietra blu

L’Origine del Mercato dell’Arte: Un Viaggio Storico

Il mercato dell’arte, come lo conosciamo oggi, ha radici profonde e complesse sviluppatesi nel corso dei secoli. Comprendere come è nato e si è evoluto ci aiuta a capire meglio le attuali dinamiche. Nell’antichità, per iniziare un percorso in tale ambito, l’arte era prevalentemente commissionata da mecenati come re, imperatori e papi. Gli artisti lavoravano principalmente su commissione per templi, palazzi e altri edifici pubblici. In Grecia e a Roma, la produzione artistica era strettamente legata a contesti religiosi e pubblici, molto distante da come intendiamo il mercato dell’arte odierno.

Nel Medioevo, la produzione artistica era dominata dal committente ecclesiastico, la Chiesa, che richiedeva opere d’arte per cattedrali, chiese e monasteri.

Il Rinascimento segnò un cambiamento significativo nel mondo dell’arte, con l’ascesa di una nuova classe sociale ricca e colta, come i Medici a Firenze. Si pensi alla figura di Lorenzo de Medici e al suo ruolo straordinario che contribuì a rendere l’Italia, a quel tempo, al centro del mondo attirando attorno alla sua corte i più grandi nomi del mondo dell’arte dell’epoca. Nuovi mecenati che non si accontentavano di commissionare questi straordinari capolavori, ma con un’ottica particolarmente lungimirante iniziarono anche a collezionarle. Le opere d’arte da qui cominciarono a essere considerati anche oggetti di prestigio non più legati solo al mondo religioso.

Nel XVII secolo si assistette all’emergere di un vero e proprio mercato dell’arte. Gli artisti iniziarono a produrre opere non solo su commissione, ma anche per la vendita diretta. Aprirono in questo periodo le prime storiche gallerie d’arte ed anche le case d’asta cominciarono a diventare attività comuni. Le opere d’arte, dunque, iniziarono a circolare in modo più libero e il concetto di collezionismo d’arte iniziò a diffondersi ovunque nel mondo.

Nel XVIII secolo, con l’apertura delle prime case d’asta, come Sotheby’s (fondata nel 1744) e Christie’s (fondata nel 1766), il mercato dell’arte divenne sempre più strutturato e professionale. Le aste d’arte sono poi diventati luoghi di incontro per collezionisti, mercanti e artisti, e contribuiscono a stabilire i prezzi di mercato.

Nel XIX secolo, l’espansione del collezionismo e l’emergere delle accademie d’arte contribuirono ad alimentare la produzione espressiva degli artisti e al tempo stesso ad alimentare il mercato. Le gallerie d’arte diventarono luoghi di esposizione e vendita sempre più importanti, e le figure dei critici d’arte e dei curatori iniziarono a giocare un ruolo sempre più determinante nella promozione degli artisti e delle loro opere.

Il XX secolo vide una radicale trasformazione del mercato dell’arte, in parallelo con le avanguardie artistiche. Il mercato si globalizzò, e l’arte moderna e contemporanea guadagnò sempre più spazio nelle gallerie e nelle aste internazionali.

Il mercato dell’arte ha una storia lunga e affascinante, che riflette i cambiamenti sociali, economici e culturali delle diverse epoche. Da una produzione artistica dominata da mecenati religiosi e reali, siamo passati a un mercato complesso e globalizzato, dove le opere d’arte sono apprezzate come oggetti di valore estetico, culturale e finanziario. Oggi, infatti, più che mai il mercato dell’arte apre le porte a fondi di investimento creati con l’idea del bene rifugio. Ma è proprio in questo ampio e articolato che l’artista oggi si trova a chiedersi quale sia la strada migliore per poter essere un protagonista del mercato dell’arte.

Io non ho risposte definitive ma mi piace l’idea magari di aver aperto un dibattito, ma penso che l’artista oggi debba ESSERE PRESENTE, credo che rifugiarsi nella comunicazione social non basti e son certo che professionisti seri e onesti che lavorano nel mondo dell’arte ce ne siano. Siamo nel bel mezzo di un’evoluzione del mondo dell’arte e del relativo mercato

Comprendere questa evoluzione è fondamentale per apprezzare appieno le dinamiche attuali del mercato dell’arte e il ruolo cruciale che esso gioca nella società contemporanea.

Alberto Moioli

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3 thoughts on “Sfide, opportunità e tendenze nel mercato dell’arte”

  1. Sono completamente d’accordo,senza le case d’asta specialmente nel Mondo globale non si arriva da nessuna parte.È fondamentale per un artista avere delle quotazioni ufficiali non inventate ed è giusto che tutto ciò sia il frutto di una gara al rilancio tra amanti dell’arte e collezionisti.

    1. Concordo caro Renzo.
      Ho scritto questo mio pensiero perchè volevo provare a mettere un punto fermo nel mio lavoro, vorrei far comprendere che l’artista di un certo livello diventa tale solo se affronta con la dovuta consapevolezza il mondo del mercato attraverso i professionisti e le strutture adeguate proprio come le gallerie e le case d’asta più serie.
      A volte senza questa consapevolezza oppure semplicemente senza un “disegno” che ti indica la direzione o l’obiettivo da raggiungere ci si perde e si aderisce a cose che invece che dar ulteriore valore al proprio lavoro lo penalizzano. Il mio pensiero è in realtà un grido d’allarme in difesa del lavoro degli artisti contemporanei.
      Un abbraccio e grazie di cuore del tuo contributo.
      A presto,
      Alberto

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