Architetture dell’assenza. Alessandro Cemolin

Architetture dell’assenza: la poetica del silenzio di Alessandro Cemolin

Alessandro Cemolin è un artista capace di sintetizzare, in modo straordinario, il dialogo tra due anime culturali europee: quella italiana, radicata nella tradizione del disegno e nella sensibilità estetica, e quella tedesca, alimentata dalla visione architettonica e dal tipico rigore compositivo. Da diversi anni residente a Berlino, Cemolin è totalmente immerso in un contesto artistico e intellettuale capace di amplificare la sua capacità di osservare il mondo, trasformando la complessità delle metropoli contemporanee in autentiche narrazioni pittoriche che sfiorano la dimensione filosofica.

La nuova serie di opere di Cemolin rappresenta un viaggio dentro città immaginate, ma incredibilmente vicine a noi. Sono città che oscillano tra il futuro e la distopia, spazi che sembrano usciti da una memoria collettiva alterata. Le sue tele di grande formato sono monumenti al dettaglio, alla capacità di disegnare che Cemolin padroneggia con una naturalezza che rasenta il virtuosismo. Ogni edificio, viadotto e passaggio racconta una storia, ma lo fa senza mai rivelarsi del tutto: sono frammenti di un mondo che, pur essendo costruito nei minimi particolari, resta volutamente sospeso nel tempo e nel mistero.

Ciò che mi colpisce profondamente in questa nuova serie è l’uso del colore. Cemolin gioca con le tonalità del grigio e introduce per la prima volta il blu come contrappunto cromatico. Questo connubio amplifica le sensazioni di desolazione e isolamento, creando un’atmosfera che è al contempo lirica e inquietante. Il blu, scelto per questa serie “Blue in grey”, suggerisce all’attento osservatore una profondità emotiva, una nostalgia che permea questi paesaggi urbani. È un colore che ricorda il crepuscolo, quel momento di transizione in cui il giorno cede il passo alla notte e ogni cosa si tinge di una luce irreale esaltandone il lato poetico del silenzio.

Ma ciò che rende le città dipinte ancora più emblematiche è l’assenza dell’uomo. Non c’è alcuna figura umana a popolare questi spazi; eppure, la loro impronta è ovunque. Sono città costruite dall’uomo, per l’uomo, ma ormai è come se fossero state improvvisamente abbandonate, consumate da un tempo che sembra non appartenere più a nessuno. Alessandro Cemolin, a modo suo, ci racconta il paradosso dell’umanità contemporanea: da un lato siamo impegnati a costruire per lasciare il segno, ma spesso perdiamo noi stessi nei labirinti che creiamo.

Blue in grey -  Alessandro Cemolin
Blue in grey – Alessandro Cemolin

Alessandro Cemolin, con la sua opera, ci invita a riflettere sul futuro delle nostre città e, in particolar modo, su noi stessi. Il suo sguardo attento è profondamente analitico: ogni dettaglio, ogni pennellata sembra porci una domanda, lasciandoci il compito di trovare le risposte. Ho avuto il privilegio di incontrare Cemolin diversi anni fa, nel suo affascinante atelier dove ogni giorno crea le sue opere d’arte, in un momento in cui il suo percorso artistico stava già delineandosi con grande forza e chiarezza. Oggi, quella strada si rivela ancora più nitida, arricchita da un’evoluzione continua che non perde mai di vista il senso della bellezza e della ricerca, è la dimostrazione della sua straordinaria professionalità. La sua arte merita palcoscenici internazionali, capaci di accogliere e celebrare un talento che sfida le convenzioni e ci ricorda la potenza del linguaggio artistico.

Le città di Alessandro Cemolin sono stati d’animo, riflessi di una condizione esistenziale che appartiene a tutti noi. Guardare le sue opere equivale ad entrare in una dimensione parallela, in cui il reale e il possibile si fondono tra loro, dando vita a un’esperienza che va oltre la pittura, oltre la tela. È un viaggio nella bellezza e nel silenzio, un viaggio che non lascia mai indifferenti.

Osservando, infine, le opere di Alessandro Cemolin attraverso una lente filosofica, mi è tornato alla memoria il pensiero di Peter Sloterdijk e la sua celebre teoria delle “sferologie”. Sloterdijk riflette sul modo in cui l’uomo costruisce il proprio spazio vitale, creando bolle, sfere e ambienti che lo proteggono e lo separano dall’esterno, ma che al tempo stesso possono trasformarsi in prigioni esistenziali. Le città di Cemolin sembrano incarnare questa dicotomia: sono al tempo stesso rifugio e trappola, spazi costruiti per contenere l’uomo ma svuotati della sua presenza. Nei grattacieli che sfidano il cielo e nei viadotti che si intrecciano come nervature di una creatura gigante, percepisco il bisogno umano di ordine e grandezza, ma anche trovo molto evidente il senso di fragilità di un progetto che, senza l’uomo, perde inevitabilmente il suo significato originario.

Blue in grey -  Alessandro Cemolin
Blue in grey – Alessandro Cemolin

Le linee perfette dei suoi edifici e la maestosità delle sue composizioni sembrano chiederci: “Dove siamo diretti? Qual è il prezzo del progresso?” Cemolin, come Sloterdijk, non offre risposte definitive ma amplifica l’eco delle domande. Le sue opere sono spazi aperti, in cui lo spettatore è chiamato a perdersi e ritrovarsi, a interrogare il proprio ruolo in un mondo che sembra sempre più grande e distante.

Chiudo questo mio pensiero con un augurio personale a un artista che considero una voce straordinaria del nostro tempo. La sua capacità di trasformare il caos in bellezza e il silenzio in linguaggio è un dono che considero autentico e raro. Mi auguro che le città di Alessandro Cemolin, così cariche di significato e di domande, possano trovare dimora nei cuori di chi le osserva, e che il suo viaggio artistico continui a ispirare, sfidare e commuovere. Il mondo ha bisogno di occhi come i suoi, capaci di vedere oltre ciò che è visibile.

Alberto Moioli

Blue in grey -  Alessandro Cemolin
Blue in grey – Alessandro Cemolin

 

WEB SITE – ALESSANDRO CEMOLIN

LINK al mio vecchio commento al lavoro di Alessandro Cemolin

LINK al mio articolo su Cemolin pubblicato dal quotidiano nazionale LA RAGIONE 

VIDEO DI ALESSANDRO CEMOLIN – “Quello che io vedo” 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *